Sierra Leone, Liberia, Mauritania. Me li hanno descritti tutti come posti da evitare. Ci sono andato, e ogni volta qualcuno mi ha aperto la porta di casa.




Ho iniziato a viaggiare per curiosità.
Da piccolo volevo sapere tutto di quello che non conoscevo: altre culture, altre lingue, altri modi di vivere. Quella curiosità mi ha portato sempre più lontano e mi ha fatto capire una cosa semplice: il mondo è bellissimo.
Eppure guardando il telegiornale sembra che ci vogliano soli e impauriti. Per questo per me la cosa più rivoluzionaria che posso fare è fidarmi.
La frase che mi sento dire più spesso è «stai attento, è pericoloso». Lo so, a volte lo è. Però quasi sempre ho trovato il contrario di quello che mi avevano raccontato: qualcuno che mi versa un tè, che mi fa spazio a tavola, che mi racconta la sua vita come se ci conoscessimo da sempre.
Per anni ho accompagnato gruppi in giro per il mondo. Oggi organizzo anche le mie spedizioni: poche partenze all’anno, gruppi piccoli, posti dove il turismo di massa non arriva.
Intanto racconto quello che trovo su Instagram, tra reel, reportage e qualche documentario. Non per farti vedere quanto sono coraggioso, ma per farti conoscere chi in quei posti ci vive.
e la domanda che mi porto dietro è sempre la stessaCosa significa essere umani?
L’unica oasi sul mare del Mediterraneo, avvelenata da cinquant’anni da un impianto chimico. Ho parlato con chi pescava, chi coltivava e chi ci vive ancora.
Guarda su Instagram ↗ Sierra Leone · storieUndici anni di guerra, combattuta anche per i diamanti. Oggi ci trovi gente che sorride e ti accoglie.
Guarda su Instagram ↗Una coppia che gira per strada suonando la laterna, uno strumento che sta sparendo. Dodici minuti di musica, strada e amore.
In giro per festival